mercoledì 12 luglio 2017

La signora Thornton era rimasta seduta nella sala da pranzo tutto il giorno, aspettandosi da un momento all'altro la notizia che la signorina Hale avesse accettato la proposta del figlio. Si era irrigidita piu' e piu' volte al minimo rumore in casa; aveva recuperato mera' del lavoro a maglia che aveva disfatto, aveva incominciato a maneggiare con l'ago diligentemente, benchè attraverso lenti appannate e con mano malferma. E tante volte la porta si era aperta, e qualcuno di cui non le importava nulla era entrato per qualche insignificante faccenda. Poi l'aspetto severo del suo volto si ammorbidì e i suoi lineamenti si rilassarono in un'espressione di sconforto, cosi' insolito per la loro consueta durezza. 

Si divincolo' dalla contemplazione di tutti i tristi cambiamenti che il matrimonio del figlio le avrebbe portato e si sforzo' di concentrarsi sulle abitudini domestiche. I futuri coniugi avrebbero avuto bisogno di nuova biancheria per la casa, appena sposati; e la signora Thornton si fece portare ceste su ceste di tovaglie e tovaglioli, e inizio' a calcolare quanta scorta avesse. C'era un po' di confusione tra ciò che era suo, e che quindi era contrassegnato dalle lettere GHT - che stavano per George e Hannah Thornton - e ciò che era di suo figlio - comprato con i suoi soldi e contrassegnato dalle sue iniziali. Alcuni pezzi con le iniziali GHT era antichi modelli di damasco olandese, estremamente raffinati: non ce n'erano più cosi' in giro. La signora Thornton rimase a lungo li' a guardarli: appena sposata erano stati il suo orgoglio. Poi inarco' i sopraccigli, strinse forte le labbra, e scuci' meticolosamente la G e la H .

Arrivò al punto di cercare il filo rosso turco per ricamare le nuove iniziali; ma era finito e non se la sentiva di mandare qualcuno a comprarlo proprio in quel momento. Si mise a fissare il vuoto; una serie di immagini le apparve davanti agli occhi e di tutte suo figlio era il principale, l'unico protagonista - suo figlio, il suo orgoglio, la sua proprietà. Ancora non arrivava.
Senza dubbio era con la signorina Hale. Il nuovo amore la stava già scalzando dal primo posto nel suo cuore. Un dolore atroce, una fitta di vana gelosia, la attraverso': non riusciva del tutto a capire se fosse più un dolore fisico o mentale; ma la costrinse a sedersi. Un attimo dopo, si era già alzata, ben dritta in piedi come sempre, e per la prima volta quel giorno, aveva un sorriso tetro sul volto, pronto per la porta che si apriva e per accogliere il gioioso vincitore, che mai avrebbe dovuto sapere dell'intenso rammarico che provava la madre all'idea del suo matrimonio. In tutto ciò, erano pochi i pensieri rivolti alla futura nuora. Sarebbe stata la moglie di John. Prendere il posto della signora Thornton come padrona di casa non era che una delle mirabili conseguenze che avrebbero completato la gloria suprema; il lusso e gli agi della casa, tutta la raffinata e regale biancheria, l'onore, la benevolenza, l'obbedienza, le compagnie di amici.... sarebbero finiti, in modo naturale, come gemme sulla veste di un re, mentre sarebbero stati di poco valore se presi singolarmente.Essere scelta da John, avrebbe distinto una sguattera dal resto del mondo. E la signorina Hale non era cosi' male, se fosse stata una ragazzi di Milton, alla signora Thornton sarebbe sicuramente piaciuta. Era pungente e aveva gusto, e spirito, e carattere. Era vero, purtroppo era piena di pregiudizi e molto ignorante; ma c'era da aspettarselo perché era stata istruita al Sud. Uno strano umiliante confronto tra le e Fanny attraverso' la mente della signora Thornton; e per una volta parlo' con durezza a sua figlia, la insulto' apertamente; e poi, come per penitenza, apri' i Commenti della Bibbia di Henry e cerco di concentrarvisi, invece di continuare a ispezionare tovaglie, un'occupazione di cui andava fiera e che le piaceva.

I suoi passi finalmente! Lo senti', addirittura mentre pensava a finirne una frase: mentre la scorreva con gli occhi, e l'avrebbe potuta ripetere meccanicamente a memoria parola per parola, lo senti' entrare nell'ingresso. I suoi sensi risvegliati sapevano interpretare il rumore di ogni movimento: adesso appendeva il cappello, adesso era proprio davanti alla porta della stanza. Perché si era fermato? Pensò al peggio.

Il suo capo era ancora chino sul libro; non alzo' lo sguardo. Lui si avvicino' al tavolo e rimase li' immobile, aspettando che avesse finito il paragrafo che apparentemente l'assorbiva. Con uno sforzo alzo' gli occhi. "Ebbene John?".

Sapeva cosa voleva dire. Ma si era fatto coraggio. Desiderava ardentemente rispondere con una battuta; l'amarezza del suo cuore avrebbe potuto farne scaturire una, ma sua madre meritava qualcosa di meglio da lui. Si mise alle sue spalle, di modo che lei non potesse vederlo e, piegandole la testa all'indietro, bacio' il suo grigio viso di pietra, sussurrando:
"Nessuno mi ama, nessuno tiene a me, soltanto voi, madre".

Si volto' e rimase in piedi con la testa appoggiata alla mensola del caminetto, con le lacrime che premevano per entrare nei suoi occhi di uomo. Lei si alzo' e vacillo'. Per la prima volta in vita sua, quella donna forte vacillo'. Gli mise le mani sulle spalle: era una donna alta. Lo guardo' in faccia; fece in modo che anche lui la guardasse: "L'amore di una madre proviene da Dio, John. Dura per sempre. L'amore di una ragazza è come una nuvola di fumo, cambia con il vento. E lei non ti vuole, ragazzo mio, vero?". Strinse i denti; li mostro per la lunghezza della bocca, come un cane che ringhia.  Lui scosse il capo.
"Non sono degno di lei, madre. Sapevo di non esserlo".

E. Gaskell - Nord e Sud


Nota - spero di aver incuriosito chi non ha ancora letto il libro, ovviamente la signora T. si sbagliava e..... non voglio rovinarvi il piacere di leggere questo bel libro, svelandovi il finale.

Anna Maria

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